La struttura didattica dell'Accademia Pianistica di Imola parte dal principio che la personalità di un giovane artista matura attraverso il rapporto con l'esperienza di più insegnanti, non di uno solo. Si tratta, in apparenza, di un principio ovvio. Quale studente universitario potrebbe mai laurearsi studiando con un solo professore? Ma, nel campo della musica, ciò che è ovvio per altre discipline appare tutt'altro che scontato. L'insegnamento musicale, soprattutto in Italia, viene ancora concepito in termini artigianali, come trasmissione di un sapere o di una tecnica, direttamente da maestro ad allievo. Ciò poteva avere un valore fino a quando gli strumenti - nel nostro caso il pianoforte - erano ancora interessati da un processo di trasformazione, ossia quando la costruzione progrediva seguendo le necessità della scrittura musicale e i mutamenti del gusto da parte del pubblico. Così la tecnica pianistica evolveva di pari passo con l'evoluzione degli strumenti e con la sempre maggiore complessità della sintassi musicale.
Tuttavia, a partire dai primi anni del secolo scorso, l'evoluzione del pianoforte si è interrotta cosicché la tecnica esecutiva non deve più adeguarsi ai mutamenti strutturali dello strumento e, conseguentemente, oggi il repertorio si è quasi del tutto storicizzato. Questa sitazione, che di fatto permane da quasi un secolo, ha investito aspetti di carattere tecnico, estetico, storico e, naturalmente, didattico, determinando la necessità di un radicale ripensamento dei processi formativi. Facendo un parallelo con il percorso scolastico tradizionale, può dire allora che l'insegnamento con un solo maestro possiede una propria ragion d'essere fino al livello di una scuola secondaria ma, a livello universitario, dev'essere frazionato in più aspetti e dunque diviene necessario una radicale apertura nella prospettiva didattica.
Per questa ragione nell'Accademia di Imola gli allievi sono divisi in due gruppi. Coloro che stanno percorrendo un corso di livello equiparabile ad un liceo vengono affidati ad un insegnante di strumento e ad un insegnante di cultura pianistica generale. Coloro che stanno percorrendo un corso di livello universitario, invece, studiano contemporaneamente con più maestri, ai quali, a loro scelta, possono presentare repertori diversi o lo stesso repertorio.
L'allievo, in altre parole, non studia con il maestro o per il maestro, ma studia nell'Accademia. Tutti gli allievi, liceali ed universitari, sono poi tenuti a frequentare, come esecutori o come uditori, i seminari e le masterclass.
In questo modo, con questa molteplicità di sollecitazioni musicali e culturali, i giovani dell'Accademia vengono avviati a formare le proprie convinzioni, a rivelarsi a se stessi, a rendere attuali e concrete le loro potenzialità umane ed artistiche.
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